La Croce Rossa Italiana

Il 24 giugno 1859 a Solferino (Mantova) venne combattuta una sanguinosissima battaglia che vide contrapposti l'esercito francese assieme a quello italiano, contro l'esercito austriaco.

Durante questa battaglia, un giovane svizzero, Jean-Henri Dunant, rimase indignato per la mancanza quasi assoluta di cure prestate sui campi di battaglia ai soldati feriti. Si trovò quindi ad organizzare un'azione di soccorso per portare assistenza ai feriti.

Rientrato in patria, Dunant scrisse un libro, intitolato "Un ricordo di Solferino" in cui descrisse quello che vide e quindi lanciò un'idea, ossia che tutti gli stati avrebbero dovuto costituire delle società di soccorso, indipendenti e neutrali, che sopperissero alle carenze del sistema militare. Grazie all'aiuto di quattro cittadini svizzeri, creò un comitato che riuscì a sensibilizzare i regnanti dei principali paesi europei. Nell'ottobre del 1863 questo comitato convocò a Ginevra una Conferenza internazionale alla quale presero parte i rappresentanti di 16 paesi, ed in pratica questo è l'atto di nascita della Croce Rossa. Le risoluzioni adottate prevedevano la creazione in ogni paese di una società di soccorso ai feriti di guerra e la formazione di volontari che operassero in queste società.

In tale conferenza, fu emanata una convenzione particolarmente importante, in quanto stabilì che i soldati feriti sarebbero stati raccolti e curati indipendentemente dalla nazione alla quale essi appartengono. Venne altresì stabilito il principio del rispetto assoluto delle ambulanze, degli ospedali e del personale di soccorso e venne adottato come emblema riconoscibile di protezione la Croce Rossa su campo bianco, in onore alla nazione che aveva ospitato la Conferenza Internazionale (infatti è la bandiera della Svizzera con i colori invertiti). Successivamente venne adottata anche il simbolo della Mezza Luna Rossa, richiesto dai paesi di origine islamica, che vedevano nel simbolo della croce un significato religioso.

La Croce Rossa fornì soccorso in tutti i conflitti susseguitisi nel tempo, e, al termine della II Guerra Mondiale, il 12 agosto 1949 la Croce Rossa adottò quattro convenzioni per la protezione delle vittime dei conflitti armati. Con il passare degli anni, ci si rese conto che l'azione della Croce Rossa non era necessaria solamente nei conflitti armati, ma che vi era la necessità di agire anche in tempo di pace, portando aiuti ed assistenza a popolazioni disagiate, colpite da carestie, epidemie, eventi naturali.

Come testimonianza dell'attività effettuata dalla CRI, possiamo ricordare il Premio Nobel concesso ad Henry Dunant nel 1901, quindi quelli concessi al Cicr nel 1917 e 1944. Oggi in quasi tutte le nazioni della Terra sono presenti Società Nazionali di Croce Rossa (169) nelle quali operano oltre 220 milioni di persone che volontariamente si adoperano per portare assistenza a chiunque ne abbia bisogno, senza distinzione alcuna.

I principi Fondamentali della Croce Rossa

La dottrina della Croce Rossa è basata sulla solidarietà nel senso più ampio del termine, rivolta a tutte le persone indipendentemente da religione, classe, etnia o appartenenza politica. Tale principio fu enunciato, durante la XX Conferenza Internazionale di Vienna del 1965, attraverso i sette Principi Fondamentali, che sono i seguenti:

La Croce Rossa Italiana

Il "precursore" della Croce Rossa Italiana, ancora prima di Dunant, può essere considerato il medico dell'esercito borbonico Ferdinando Palasciano da Capua. Durante i moti di Messina del 1848, Palasciano è un giovane ufficiale che opera nell'esercito borbonico come medico chirurgo, ed avvertì il dovere morale di prestare le sue cure anche ai feriti nemici, nonostante l'ordine tassativo dato dal generale Filangieri, di non curare i ribelli siciliani. Ciò gli valse la minaccia di essere passato per le armi ma, per intercessione di Re Ferdinando, suo amico ed sostenitore, la condanna venne tramutata in un anno di carcere da scontare a Reggio Calabria. Anche durante la reclusione Palasciano continuò ad assistere i feriti napoletani che i battelli portavano da Messina. Dopo la scarcerazione si interessò ancora ai problemi di sanità militare, lottando con energia affinché venisse riconosciuta la neutralità dei feriti in guerra.

Dopo l'azione di Dunant, in Italia l'associazione della Croce Rossa fu costituita sulla base delle Conferenze Internazionali di Ginevra a seguito della Convenzione del 22 agosto 1864, su iniziativa del Comitato Medico per il soccorso ai feriti e malati in guerra, con sede a Milano. La Croce Rossa fu eretta a corpo morale nel 1866. Attualmente la Croce Rossa Italiana, posta sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica, è organizzata in un comitato centrale, ed in oltre 900 unità periferiche, strutturate in comitati regionali, comitati provinciali, comitati locali e delegazioni.

Per effettuare la sua attività, la C.R.I. si avvale di personale dipendente e delle seguenti componenti:
VOLONTARI DEL SOCCORSO: la componente più numerosa all'interno della CRI, e vi possono aderire le persone di età compresa fra i 18 ed i 65 anni. Le principali attività dei VdS sono il pronto soccorso ed il trasporto infermi, la protezione civile, l'educazione sanitaria, il Diritto Umanitario, attività sociali.
COMITATO NAZIONALE FEMMINILE: Ha il compito di promuovere tutte le iniziative tendenti ad integrare l'assistenza sanitaria e sociale in favore dei cittadini che ne necessitino. Come esempio di attività, la distribuzione di viveri CEE, raccolte di denaro, visite a domicilio, ecc.
PIONIERI: E' la componente giovanile della CRI, composta da ragazzi/e (l'età minima è di 14 anni ed il limite per entrare è di 26 anni) e si occupano in via principale di educazione sanitaria e l'assistenza sociale.
CORPO MILITARE: E' un corpo ausiliario delle forze armate, provvede in tempo di guerra alla cura dei feriti ed interviene in caso di gravi emergenze per garantire il soccorso tramite strutture campali. Vi si accede per arruolamento volontario; il personale è ordinariamente in congedo e viene richiamato in caso di necessità.
INFERMIERE VOLONTARIE: La qualifica di Infermiera Volontaria, ausiliaria delle Forze Armate, si ottiene con la frequenza obbligatoria di un corso teorico di due anni, completata da quello pratico che si svolge negli ospedali militari e civili. Le Infermiere Volontarie prestano la loro attività presso gli Ospedali militari e civili, gli ambulatori, sulle ambulanze, ecc.
DONATORI DEL SANGUE: E' la Componente ultima nata nella famiglia del Volontariato di Croce Rossa, formatasi nell'immediato dopoguerra per affrontare il gravissimo problema della mancanza di sangue nel nostro Paese.